2019: ALL’INSEGNA DEL BUCO NERO

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Siamo alla fine del 2019, quasi un decennio fa’. Come è consuetudine in questi giorni si stila un bilancio dell’anno trascorso. La scienza ci ha regalato momenti epici e ha svegliato molte coscienze.

di Elio Nello Meucci

Un 2019 trascorso velocemente, come solo la scienza regala. La tecnologia rincorre nuovi traguardi, la conoscenza dell’ignoto ci stimola ad andare oltre e magari più in salute con meno malattie. I leitmotiv di quest’anno trascorso insieme alla scienza sono stati diversi, vediamo qualche momento esaltante…

Qui spazio e tempo si mescolano: il buco nero. Sono passati 100 anni dalla prima immagine che sconvolse la fisica, l’eclissi del 1919 che dimostrò la teoria della relatività generale di Einstein. Oggi come allora un’immagine scura ma limpida come l’energia che sprigiona ha destinato l’astrofisica alla storia. Una foto unica. Un traguardo che i telescopi in orbita verso l’ignoto hanno raggiunto.

Il primo fu Ebolavirus. Nome che deriva dal fiume Ebola nello Zaire. Colpisce gli umani con una febbre emorragica letale. Oggi grazie alla sperimentazione del vaccino rVSV-ZEBOV-GP si muove un passo fondamentale verso la cura. La Repubblica democratica del Congo ne ha fatto le spese: 11.000 morti dal 2014. L’OMS l’11 Novembre 2019 ha approvato il primo vaccino prodotto da Merck, che contrasterà in maniera efficace questa epidemia.

Un’intelligenza artificiale da Casinò. La prima a battere un uomo a poker. Pluribus, questo il nome dell’AI creata dai ricercatori della Carnegie Mellon University di Pittsburg, ha vinto una partita di Texas hold’em no limit contro cinque giocatori professionisti. Dotata di un algoritmo ‘self-play’, riesce a spiegare a se stessa come vincere, senza particolari strategie di gioco.

Medicina, ossigeno per la salute. I Nobel americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe, hanno scoperto come le cellule ‘capiscono’ che manca ossigeno. La loro capacità di adattamento metabolico a queste carenze è un passo importante per capire come affrontare le cellule tumorali. Queste cellule malate infatti consumano quantità incredibili di ossigeno per ‘vivere’. “Si tratta di uno dei meccanismi essenziali per la vita”, la motivazione del premio assegnato dall’Accademia.

Il 2020, l’anno che verrà. Bisestile e un nuovo decennio. L’appuntamento principale sarà su Marte con ExoMars2020, per proseguire con un ‘nuovo acceleratore per il CERN e nuovi orizzonti contro l’inquinamento da plastiche. Per chiudere con la genetica di un lievito caro all’uomo: il saccharomyces cerevisiae. Si tenterà la ricostruzione del suo Dna completo per ottenere il primo organismo vivente interamente sintetico.

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