Coronavirus: gli anni di vita persi per la covid

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A causa della pandemia di CoViD-19 potrebbero essere stati persi, a livello globale, oltre 20,5 milioni di anni di vita, 16 anni in media per ogni persona deceduta. È lo sconfortante bilancio che emerge da uno studio del Centre for Research in Health Economics, Universitat Pompeu Fabra di Barcellona, che tiene conto di 1.279.866 decessi in 81 paesi e dei dati sull’aspettativa di vita media in quei luoghi.
in percentuale. Nelle aree più gravemente colpite dalla pandemia, gli anni di vita persi in epoca covid sono fino a nove volte di più di quelli solitamente reclamati dall’influenza stagionale, e il 35 per cento in più rispetto a quelli bruciati a causa delle patologie cardiache.. Gli anni di vita persi equivalgono alla differenza tra l’età di una persona al momento della morte e la sua aspettativa di vita alla nascita. Anche se nei ricchi Paesi occidentali le persone più a rischio di contrarre forme gravi di CoViD-19 sono quelle più anziane e fragili, globalmente il maggior numero di anni di vita persa si registra nella fascia di età tra i 55 e i 75 anni.
Uomini e donne. La migliore risposta statistica a un’argomentazione tra le più odiose, quella per cui la covid sarebbe letale soltanto per persone “che anche in assenza della malattia non avrebbero vissuto a lungo”. Globalmente gli uomini hanno perso il 45% di anni di vita in più rispetto alle donne.. Una seconda ricerca firmata dai Centers of Disease Control and Prevention statunitensi rileva che l’aspettativa di vita media nel Paese è calata di un intero anno durante la prima metà del 2020, con un bilancio persino più drammatico tra le minoranze etniche.
Il caso degli Stati Uniti. Da gennaio a giugno dello scorso anno, l’aspettativa di vita alla nascita per un americano medio è scesa da 78,8 anni a 77,8 anni. Se si guarda però soltanto agli afroamericani, il calo è stato di 2,7 anni (da 74,7 a 72); tra gli ispanici, di 1,9 anni (da 81,8 a 79,9) e tra i bianchi non ispanici, di 0,8 anni (da 78,8 a 78).. Dimenticati. Il tonfo è dovuto sia agli effetti diretti della pandemia sia alle sue conseguenze indirette, dai controlli medici posticipati ai ritardi nelle cure urgenti per altre patologie, fino all’aumento di morti per overdose. Si tratta di una brusca inversione di tendenza rispetto a un valore che tende a salire, anche se negli USA – a causa delle profonde disuguaglianze sociali – questa crescita è stata molto lenta rispetto ad altri Paesi occidentali. Il divario tra l’aspettativa di vita dei bianchi e degli afroamericani è passato da 4,1 anni nel 2019 a sei nel 2020.. E da noi? In Italia l’aspettativa di vita media è di 82,8 anni: anche se è molto difficile stimare l’impatto della pandemia su questo valore, si stima che fino a settembre 2020 ci sia stato un calo di sei mesi rispetto allo stesso periodo nel 2019. Ma dal computo mancano i dati sulla seconda ondata del virus, che rischiano di portare il calo a livelli che non si registravano dal Secondo Dopoguerra..