DALLE PIANTE ‘PALLIDE’ UN AIUTO AL CLIMA

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Una nuova generazione di piante a basso contenuto di Clorofilla potrebbe essere un’arma in più nella lotta al cambiamento climatico.

di Elio Nello Meucci

L’idea nasce da uno studio dell’Istituto per la bioeconomia del Cnr e pubblicato su Global Change Biology. L’Istituto di ricerca analizza come una nuova generazione di piante, a basso contenuto di Clorofilla, potrebbe essere un’arma in più nella lotta al cambiamento climatico. Riducendo a parità di produzione l’assorbimento di radiazione solare. Oggi la tecnologia utilizzata è il cosiddetto ‘genome editing‘, ovvero la manipolazione diretta del codice genetico tesa a modificarne le proprietà. Riducendo il contenuto di clorofilla non solo si riflette più luce solare, arrivando ad avere tassi di fotosintesi più alti e maggiore produttività. In sintesi, afferma Franco Miglietta, «coltivare varietà di piante più pallide (di grano, orzo, mais, soia) equivale a ridurre le emissioni di gas climalteranti» L’effetto? Una riduzione delle temperature a scala locale nelle zone più densamente popolate.

Lo sviluppo delle società umane moderne è da sempre accompagnato dall’introduzione di nuove piante coltivate. Praticamente tutti gli alimenti di origine vegetale che arrivano sulle nostre tavole provengono da varietà di piante che non esistevano nel passato. La ‘lunga marcia’ è passata attraverso la selezione e domesticazione delle piante selvatiche. Il miglioramento genetico attraverso incrocio e ibridazione. In passato si è puntato esclusivamente a migliorare le caratteristiche produttive e tecnologiche delle piante, oggi la frontiera si è allargata, includendo la sostenibilità. É infatti urgente selezionare e creare nuove piante che possano contribuire alla mitigazione del cambiamento climatico cercando di aumentare allo stesso tempo le potenzialità produttive.

Una strategia utile è quella di aumentare la frazione della luce solare. «Questa riflettendosi sulla superficie terrestre torna indietro verso lo spazio. Il risultato è il minor riscaldamento». Spiega Lorenzo Genesio.

Questo potrà essere fatto anche coltivando nuove piante con bassi contenuti di clorofilla. Allora spazio alle piante più ‘pallide’.

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