Dopo il super-nero, ecco il Super-Bianco

0
68
Dopo il materiale più scuro del mondo – il Vantablack, un rivestimento capace di assorbire la quasi totalità della luce visibile e perciò essere quasi assolutamente nero – a interessare gli scienziati è ora un pigmento con caratteristiche diametralmente opposte creato da un gruppo di ingegneri statunitensi: una vernice super bianca, talmente bianca da respingere il 95,5% dei fotoni che la colpiscono. Questo bianco assoluto, al momento privo di un nome commerciale, descritto su Cell Reports Physical Science, potrebbe per esempio essere sfruttato per l’isolamento termico degli edifici e per ridurre i consumi di elettricità dovuti all’aria condizionata.
. Estate: giorni e Notti più freschi. Le vernici termoriflettenti non sono una novità, ma quelle attualmente in commercio respingono dall’80 al 90 per cento della luce solare e, in estate, non garantiscono temperature inferiori a quelle esterne. Quando gli scienziati della Purdue University (nello Stato USA dell’Indiana) hanno testato il nuovo bianco, che ricopriva le superfici esterne di un edificio, sotto al Sole di mezzogiorno, le superfici ricoperte dal pigmento sono rimaste più fredde di almeno 1,7 °C rispetto agli oggetti circostanti. Di notte, si è mantenuta a una temperatura inferiore di 10 °C rispetto a quella ambientale.. Effetto isolante. Il nuovo bianco è una vernice acrilica che contiene alte concentrazioni di particelle di carbonato di calcio di vario spessore, capaci di rifrangere in modo efficiente tutte le lunghezze d’onda dello spettro solare.
Questa caratteristica permette al pigmento bianco di respingere una quantità di calore particolarmente elevata, come si vede nell’immagine agli infrarossi qui accanto. Secondo i ricercatori, il rivestimento è compatibile con i comuni processi di manifattura delle vernici commerciali e potrebbe essere prodotto a costi contenuti: prima però occorrerà assicurarsi che sia adatto per applicazioni destinate a durare nel tempo.
. Per le città del futuro. Le superfici scure diffuse nelle aree urbane (come l’asfalto delle strade o il cemento degli edifici) hanno un’elevata capacità di assorbire calore, e i palazzi con molti piani espongono ai raggi solari un’elevata superficie riscaldante. Questo, insieme alla scarsità di vegetazione e al calore in eccesso generato nel tentativo di raffreddare l’interno degli edifici nei giorni d’estate, trasforma alcune aree cittadine in isole di calore, con temperature più elevate di qualche grado rispetto alle aree periferiche. Se potessimo raffreddare gli edifici anche in modo passivo, iniziando a rivestirli di vernici capaci di riflettere calore, si potrebbe risparmiare in consumi di energia e migliorare il comfort ambientale.
.