Il Futuro del Trasporto Iperveloce Parla Italiano

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Jules Chéret - retours.eu (collection Arjan den Boer)

La notizia del primo treno iperveloce, che rivoluzionerà il mondo dei trasporti, arriva dall’AlesTech. La giovane azienda italiana ha progettato e produrrà la tecnologia per il prototipo da 600 km/h.

Si chiama IronLev, ed è il treno iperveloce nato dalla mente di due giovani ingegneri, Luca Cesaretti e Andrea Parrotta. I due hanno messo in piedi un’ azienda, l’AlesTech, che promette di produrre alta tecnologia a costi ridotti. Infatti, il prototipo che utilizzerà la levitazione magnetica passiva vedrà la luce a Dicembre 2017. Una vera sfida lanciata ai pionieri giapponesi e tedeschi e che prevede per il 2020 le prime produzioni in serie. Questi ‘proiettili’ su binari sfrecceranno a 600km/h. L’aumento dei collegamenti sarà significativo. Anche le regioni oggi difficili da raggiungere in tempi brevi, avranno una loro linea veloce. Questa nuova realtà ha conquistato anche Elon Musk, il magnate dell’alta tecnologia. Il sistema Hyperloop utilizzerà, infatti, la levitazione magnetica ideata dall’ AlesTech di Pisa.

Il principio su cui si basa questa tecnologia è il motore a magneti permanenti. Questo sistema permette di mantenere la carica magnetica in modo costante senza necessità di corrente elettrica continua che la generi. Il principio finora utilizzato della differenza di polarità tra i superconduttori magnetici e i solenoidi, avrà un rivale più efficiente, sicuro ed economico. Questo utilizzo porterà a integrare conoscenze già acquisite su sistemi come gli elevatori, le auto ecologiche e le macchine elettriche. La levitazione magnetica passiva (senza uso di corrente) è una tecnologia già implementata in molti ambiti industriali. La novità è nel trasferire questa conoscenza a sistemi come i treni a levitazione.

In collaborazione con la Girotto Brevetti di Trevio l’azienda di Pisa realizzerà il sistema di sospensioni magnetiche. La proprietà intrinseca di repulsione tra le due calamite farà il resto: generare la levitazione dei vagoni. Tale principio si applica ai magneti situati sul treno e sul binario consentendo di mantenere in asse il treno stesso. Garantendo maggiore stabilità e sicurezza eliminando l’attrito e l’usura. Lo conferma Stefano Paraboschi, ingegnere e socio dell’AlesTech: «Abbiamo preso la classica architettura delle molle dei treni e l’abbiamo unita a una centralina. In questo modo possono adattarsi a qualsiasi levitazione». Continua Paraboschi: «Questo consentirà al pattino (parte integrante dei binari), posto sulla rotaia, di adattarsi in maniera precisa ad ogni minima imperfezione del tracciato».

Si potranno abbassare i costi dovuti all’utilizzo dell’elettricità. Però la materia prima per realizzare i magneti, come i metalli delle terre rare (neodimio, ferro, boro) ha ancora prezzi elevati. Anche la riconversione delle stesse linee e l’installazione di migliaia di queste calamite lungo tutti i binari, ad oggi, è utopia.

Sicuramente l’Italia deve fare uno scatto in avanti, il fine? Passare da uno degli ultimi paesi nel mondo per investimenti nell’high-tech, a volano per le nuove modalità di viaggio.

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