In un anfibio la più antica lingua a fionda

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La più antica testimonianza di lingua appiccicosa da lanciare sulle prede come una fionda è stata scoperta nel fossile di un animale vissuto 99 milioni di anni fa, con artigli e scaglie da lucertola e grossi occhi fuori dalle orbite. A dispetto delle apparenze, però, questa creatura non era un rettile, ma un anfibio della famiglia estinta degli albanerpetontidi, separata dai lignaggi di altri anfibi noti come rane e salamandre.
Proprio per il suo aspetto questa specie (Yaksha perettii), individuata per la prima volta nel 2016, era stata inizialmente classificata come un camaleonte. Ma una nuova analisi di una serie di fossili molto ben conservati dell’animale, ritrovati nell’ambra in Myanmar, ha fatto luce sulla reale identità del predatore e sulle sue abitudini di caccia. Lo studio è stato pubblicato su Science.
. Un’arma di successo. La lingua dei camaleonti, capace di uno dei movimenti più rapidi osservati nel mondo animale, può catturare un grillo in 20 millisecondi. Se fosse un’auto da corsa, sarebbe in grado di passare, in un centesimo di secondo, da 0 a 96 km orari: per questo formidabile sprint deve ringraziare un muscolo acceleratore che incamera energia come una molla e la rilascia sulla preda come un elastico, per poi altrettanto rapidamente ritirarla.
L’identificazione di questo strumento da caccia nel fossile è stata resa possibile «dalla presenza di un osso della lingua nella parte inferiore della bocca», spiega Juan D. Daza (Sam Houston State University), tra gli autori dello studio: «se assumiamo che questa caratteristica fosse molto diffusa tra gli albanerpetontidi, e consideriamo che essi ebbero origine prima delle moderne salamandre e dei camaleonti, pensiamo che questo adattamento possa essersi evoluto in prima battuta in questi anfibi».
Se, come emerge dalla ricerca, anche gli albanerpetontidi potevano contare su una lingua a fionda, quest’arma da caccia è più antica dei camaleonti stessi, e si sarebbe evoluta indipendentemente in almeno due occasioni. La famiglia di anfibi estinta avrebbe almeno 165 milioni di anni ma potrebbe essere emersa oltre 250 milioni di anni fa; i primi camaleonti apparvero invece 120 milioni di anni fa. . Puzzle complesso. L’Yaksha perettii era lungo 5 cm esclusa la coda, respirava probabilmente attraverso la pelle, come le salamandre, e viveva nascosto nel fogliame, scagliando occasionalmente la velocissima lingua sulle mosche di passaggio. Era un animale scalatore che viveva nei pressi degli alberi e non sottoterra come inizialmente ipotizzato.
Nonostante i nuovi fossili offrano uno spaccato tridimensionale del cranio di un esemplare adulto, completo di alcuni tessuti molli, capire come la specie si collocasse nell’albero genealogico degli anfibi rimane complicato: proprio per l’elevata specializzazione dell’Yaksha perettii, osservando i suoi fossili non si comprende granché sui comuni antenati degli anfibi moderni.
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