Le tardive ammissioni delle autorità sanitarie USA

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Il SARS-CoV-2, il coronavirus responsabile della CoViD-19, può essere trasmesso anche attraverso le più sottili particelle respiratorie (aerosol) che rimangono sospese nell’aria per minuti e persino per ore, e non solo con le più grosse goccioline (droplets) emesse con i colpi di tosse e gli starnuti. I Centres for Disease Control, le autorità per il controllo della salute pubblica statunitense, lo hanno finalmente ammesso nelle nuove linee guida sulla trasmissione della malattia, dopo mesi di titubanza e nonostante importanti evidenze scientifiche su questa via di contagio. . Ma quindi come si trasmette? Secondo i nuovi parametri dell’agenzia, la principale via di trasmissione della covid rimane quella costituita dai più spessi droplets emessi da individui infetti attraverso le più pesanti manifestazioni del respiro (tosse, starnuti, affanno, canto, conversazioni ad alta voce). I droplets sono particelle più spesse di 5 micron che si depositano rapidamente sulle superfici dopo una breve permanenza nell’aria: da qui l’enfasi posta nei mesi scorsi sulla necessità di disinfettare le superfici e di lavarsi le mani.
La trasmissione per via aerea sarebbe, secondo il CDC, più rara e riservata a circostanze particolari: avviene più comunemente nei luoghi chiusi e affollati con scarsa ventilazione, dove si rimanga in presenza di un individuo contagiato per un periodo esteso di tempo (almeno mezz’ora e fino a diverse ore), o dove si compiano attività ad alto contenuto di esalazioni come il canto e l’esercizio fisico.
Non sono dello stesso parere gli scienziati che si occupano di aerosol, per i quali questa modalità di trasmissione potrebbe essere anzi la principale.. Ancora una zona grigia. I CDC sono arrivati a questa decisione perché sempre più studi suggeriscono che un contagio sia possibile anche a 2 metri o più di distanza se si verificano le precedenti condizioni, o se si transita in uno spazio chiuso e poco ventilato poco dopo il passaggio di una persona positiva al virus. Il mese scorso, i CDC avevano ammesso la possibilità di trasmissione mediante aerosol – salvo poi rimuovere rapidamente il documento dal sito.
Rispettare il distanziamento, evitare i luoghi chiusi e affollati e indossare la mascherina sono i modi migliori per ridurre il rischio di contagio, ma se si cominciasse a considerare con maggiore serietà il rischio di trasmissione aerea della covid, allora sarebbe necessario rivedere le modalità di ventilazione degli edifici e limitare maggiormente il numero di persone che rimangono assieme in uno spazio chiuso (in particolare quelli in cui si passa molto tempo vicini o in attività a rischio, per esempio palestre, uffici, bar, ristoranti, scuole).
Come ha spiegato Jose-Luis Jimenez, Professore di Chimica dell’Università del Colorado (Boulder), esperto in aerosol, in un’intervista alla MIT Technology Review: «È come se ognuno di noi (respirando, ndr) esalasse fumo di sigaretta, e ciascuno volesse evitare il più possibile di respirarlo». Jimenez ha creato insieme ad altri nove scienziati un Google Doc liberamente consultabile (in inglese) sulla trasmissione aerea della covid e sui metodi per proteggersi.
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