Marche: terra inquieta e colline dolci

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Foto by David Benedetti

Attraverso le opere ‘Forme del paesaggio, del maestro Tullio Pericoli, riviviamo il ricordo del 24 agosto 2016. Quando le terre marchigiane tremarono.

di Elio Nello Meucci

‘La prima e più violenta scossa alle 3.36 (fonte INGV). Interi paesi rasi al suolo. Il dramma dell’hotel Roma: c’erano almeno 70 ospiti. Una bambina di dieci anni estratta viva a 17 ore dopo l’evento’. I giornali e i TG di allora aprivano con notizie di devastazione. Oggi quelle dolci colline, a degrado sul mare, stanno ancora pagando gli effetti del terremoto. Il 24 agosto del 2016 più di 300 scosse fecero danni incalcolabili. Ma la rinascita, a distanza di tre anni è avviata, e passa anche per la memoria di quei giorni. Infatti dal 22 marzo 2019 al 03 maggio 2020 ad Ascoli, nel palazzo dei Capitani, è in corso un’interessante mostra di pittura del maestro Tullio Pericoli dal titolo: “Forme del paesaggio”. Per non dimenticare.

Purtroppo l’Italia è Paese ad alta sismicità, e tra le terre spesso colpite ci sono le zone delle Marche, ma non solo. Le stazioni di osservazione e misurazione sono sparse per tutto il territorio nazionale. I punti critici, che coprono molto del nostro Paese, sono sotto il controllo continuo di sensori ad alta tecnologia. E i monitoraggi satellitari possono darci una percezione maggiore della realtà. Tutti i sistemi di controllo sono attivi h24 e forniscono dati sia quantitativi che qualitativi. L’interpretazione di questa mole di informazioni è possibile grazie agli sforzi di istituzioni come l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).

Il database ‘Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani’ ( CPTI15), realizzato da ricercatori dell’INGV, è uno  strumento che raccoglie i dati dei terremoti avvenuti in Italia. Le tabelle vanno dall’anno 1000 al 2015. Si tratta del risultato di un lavoro di geologia storica; cioè una raccolta di documenti antichi, presenti nelle nostre biblioteche e archivi. In geologia cento o mille anni possono essere davvero molto pochi. Conoscere il passato sismico della propria area geografica è fondamentale. Già nei secoli scorsi nelle zone marchigiane ci sono stati eventi di magnitudo significativa. Infatti tra il 1600 e il 1700 ci furono terremoti disastrosi. I comuni colpiti si trovavano in zona sismica 1, esattamente dove sono oggi.

Le testimonianze scritte furono importanti per la ricostruzione degli eventi, come lo sono le immagini o la pittura. E proprio la mostra di Tullio Pericoli, vuole essere un ‘documento pittorico’ a memoria del sisma.

In primo piano il Prof.Salvatore Settis con il maestro Tullio Pericoli Foto by David Benedetti

Il maestro mescola pennellate a prospettive paesaggistiche nuove. Si può cogliere dai quadri esposti tutta la drammaticità di quei momenti di panico e tristezza. Ma non lasciano l’amaro addosso, bensì un senso di rinascita.

Foto by David Benedetti

Quelle terre inquiete e di straordinaria bellezza, grazie a questi dipinti, rivivono un senso di appartenenza mai sopito.

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