Oms ed Editing Genetico, Aperture e Dialogo

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Pete Linforth da Pixabay

L’OMS ha acceso i fari sul futuro della biomedicina: la ‘manipolazione genetica’ può essere una realtà, ma con regole precise

di Elio Nello Meucci

‘Dovremmo considerarla?’ A Ginevra Tedros Adhanom Ghebreyesus, capo dell’Agenzia delle Nazioni Unite per la salute ha dichiarato: «La manipolazione genetica non può essere fatta senza linee guida chiare». L’OMS sta creando per il 2019 un ‘pannello’ di direttive al fine di studiare le implicazioni dell’editing genetico. Per dare regole univoche a tutte le Nazioni che vogliono effettuare manipolazioni genetiche, l’Organizzazione sta riunendo esperti per discutere le linee guida su questioni di sicurezza etica e sociale. Il gruppo di lavoro dovrà immaginare un futuro in cui una qualche forma di modifica genetica potrebbe offrire benefici per la salute pubblica.

Il 27 novembre 2018 si è svolto a Hong Kong il secondo vertice internazionale sull’editing del genoma umano, non a caso in Cina, vista l’implicazione in questo ambito del Paese asiatico. Lo scopo è quello di portare avanti il ​​dialogo globale su questi temi riunendo un’ampia gamma di parti interessate – tra cui ricercatori, esperti di etica, responsabili politici, gruppi di pazienti e rappresentanti di accademie e organizzazioni scientifiche e mediche di tutto il mondo – per esplorare argomenti tra cui: 1) i potenziali benefici e i rischi inerenti alla conduzione della ricerca sul genoma e nel considerare le applicazioni cliniche; 2) prospettive etiche e culturali; 3) considerazioni legali, normative e di policy; e 4) sensibilizzazione e coinvolgimento pubblico.

Quindi nel nuovo ‘foglio bianco delle regole’ dell’OMS (che sarà stilato nel 2019) alla prima domanda in lista, ‘dovremmo considerare l’editing genetico?’ la risposta di Tedros non si è fatta attendere: «Bisogna essere molto, molto attenti […] Si può passare all’editing dei geni, ma chiarendo quali possono essere le conseguenze non intenzionali».

L’Organismo internazionale è intervenuto in maniera decisa facendo riferimento alla notizia del 26 novembre 2018 quando è stato dato l’annuncio della nascita di Lulu e Nana, gemelline legate da un DNA modificato. La notizia, uscita dai laboratori di biologia della  Southern University of Science and Technology in Shenzhen, Cina ha sconvolto il mondo scientifico. Il legame genetico è stato possibile tramite una tecnica di ‘taglia e cuci’, la Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats, più comunemente nota come CRISPR. He Jiankui, autore della ‘manipolazione’, ha precisato di aver alterato gli embrioni durante i trattamenti di fertilità, con una gravidanza giunta a termine. Il suo obiettivo, ha ammesso, «Non era quello di curare o prevenire una malattia ereditaria, ma di provare a conferire un tratto che poche persone hanno naturalmente: la capacità di resistere alle possibili future infezioni da HIV».

Nel dettaglio, il presunto processo di modifica del DNA delle due bambine è stato possibile inviando gli spermatozoi del padre verso le cellule uovo della madre seguiti da una proteina CRISPR/Cas9. Proteina che contiene le ‘istruzioni’ per la sostituzione del gene CCR5, una ‘porta proteica’ che permette all’HIV di entrare nelle cellule. La variante introdotta è più resistente e già presente in natura in cento milioni di persone. Tramite tale processo di manipolazione è stato quindi inserito nel DNA di Lulu e Nana un gene che le rende maggiormente resistenti a diverse malattie e virus, fra cui il virus dell’immunodeficienza umana. Il motivo per cui le bambine sono state sottoposte al trattamento è che il loro padre sarebbe affetto proprio dal virus HIV. In ogni caso le bambine, a detta di He Jiankui, sono sotto osservazione e verranno periodicamente sottoposte a dei test per verificare l’eventuale sviluppo di altre anomalie genetiche oltre quella volontariamente inserita dai genetisti cinesi.

Mai come in questo caso il detto ‘nemo profeta in patria’ è vero. Il Ministero cinese della scienza e della tecnologia ha sottolineato la sua ferma opposizione all’esperimento di modifica embrionale e ha chiesto di interrompere le attività scientifiche del personale interessato. Alla ferma condanna da parte del governo centrale di Pechino ha fatto eco il vice ministro Xu Nanping alla TV di stato CCTV. «Le affermazioni dello scienziato cinese sono scioccanti e inaccettabili». Hanno violato, secondo il vice ministro «La linea di fondo della moralità e dell’etica a cui la comunità accademica aderisce». Ma la Cina si sa, è un Paese all’avanguardia nel campo della scienza e tecnologia, e il 2019 sarà un anno cruciale per il rilancio del Sol Levante e da molte parti si tende una mano al dialogo. La comunità scientifica cinese è pronta al confronto, malgrado l’ostracismo governativo.

Dal primo vertice tenutosi a Washington nel 2015 a Washington, la ricerca sul genoma umano ha continuato a progredire rapidamente. Tuttavia, rimangono molte domande sulla scienza, l’applicazione, l’etica e la governance dell’editing del genoma umano. Una tra tutte è la possibilità di modificare il genoma ereditabile, che altererebbe la linea germinale umana per scopi diversi dal curare malattie o disabilità.

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