Ridi..che ti passa!

0
533
Sir John Falstaff peint par Eduard von Grützner (huile sur toile, 1921)

Il 4 ottobre è stata la Giornata mondiale del sorriso. Un’occasione per parlare dei benefici sulla mente e sul corpo: chi sorride spesso vive più a lungo e sta bene con se stesso e con gli altri

Bando alla tristezza e ai musi lunghi: solo due settimane fa si è celebrata la Giornata mondiale del sorriso, che ricorre ogni anno il primo venerdì di ottobre. L’occasione giusta per regalare a noi stessi e agli altri un piccolo momento di gioia e spensieratezza. Ma ricordiamoci di sorridere anche gli altri 364 giorni: la risata è un vero toccasana per il nostro benessere psicofisico, ci aiuta a scaricare le tensioni e a stare bene con gli altri. Ed è proprio come lo sbadiglio: se vediamo qualcuno sorridere, non possiamo fare a meno di sorridere anche noi. Un catalizzatore del buonumore, insomma, ma anche un’arma di seduzione, un collante sociale, uno strumento per rompere il ghiaccio e persino una strategia terapeutica contro l’ansia o il dolore.

Non esiste infatti linguaggio più universale che quello delle espressioni facciali. Non importa la lingua, la cultura, l’estrazione sociale: basta un sorriso e ci capiamo all’istante. Una modalità di comunicazione che non è nata con gli esseri umani. Anche i nostri parenti stretti, gli scimpanzé, “sorridono”: per loro è una forma di sottomissione, un modo per dire allo scimpanzé dominante che riconoscono la sua superiorità. Se questo era in origine il significato del sorriso nei primati, con il tempo per noi ne ha acquistati anche altri.

Iniziamo già da piccolissimi. I primi sorrisi compaiono a soli due mesi di vita e insieme al pianto, rappresentano praticamente l’unica forma di interazione sociale. In questa fase la risata non è solo un modo per esternare uno stato d’animo ma anche uno strumento di sopravvivenza. Stimola le cure e l’accudimento da parte del genitore da cui il neonato dipende completamente.

Crescendo, il sorriso e la risata rimangono comunque strumenti di coesione sociale. In un gruppo o in una relazione di coppia, sorridere ci fa sentire bene e al sicuro, a nostro agio con noi stessi e con gli altri. Ma i benefici del sorriso non riguardano solo la mente, ma anche il corpo. Per esempio il sistema immunitario, quando siamo felici o rilassati, funziona in maniera più veloce ed efficace contro le minacce esterne. Sorridere aiuta anche a ridurre la pressione sanguigna e a rallentare il battito cardiaco e stimola il circuito cerebrale della ricompensa e il rilascio di endorfine. Sarà per questo che chi sorride spesso vive più a lungo, addirittura fino a 7 anni in più!

Ma attenzione ai falsi sorrisi. Sono quelli autentici e genuini i più importanti per la salute fisica e mentale. Un sorriso meccanico o di circostanza non sarà mai efficace quanto quello cosiddetto di Duchenne, dal nome del medico che lo identificò nel 1862. Generato dalle emozioni positive e dall’allegria, lo si riconosce subito perché si estende anche agli occhi e scaturisce da una precisa combinazione di muscoli della nostra architettura facciale. Fino a 12, divisi in 6 coppie, che agiscono sulla bocca, le labbra, ma anche sull’orbita oculare. Sorridere, insomma, è un esercizio muscolare: raccomandiamo ai nostri lettori di non perdere mai l’allenamento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui