SOVRANISMO SCIENTIFICO: POSSIBILI SCENARI

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Alla luce delle nuove gerarchie politiche si può parlare di un possibile sovranismo scientifico?

di Elio Nello Meucci

Tornare agli anni del boom tecnologico per l’Italia è possibile? La scienza, come anche i cervelli, sempre più in fuga, potrebbero rientrare in logiche nazionali sovraniste per un nuovo sviluppo scientifico-tecnologico. La Brexit come le ultime tendenze della politica hanno acceso i fari su alcuni aspetti che l’Europa sta sottovalutando. Innanzitutto, è indubbio che conviene tornare a investire il bilancio nella gestione nazionale della ricerca. Migliorando la qualità e producendo più brevetti. Facendo rientrare in Italia i ‘cervelli’. In secondo luogo però, uscire dall’Europa scientifica potrebbe rendere difficile la libera circolazione dei ricercatori e quindi la condivisione delle idee e dei finanziamenti.

Le forze politiche sovraniste, sia in Italia che in Europa sostengono la necessità di una riaffermazione della sovranità nazionale (politica, giuridica e culturale). Riacquistare quella capacità di ‘inventare’ e produrre tecnologia che ci ha visto protagonisti. Prima dell’Europa ‘unita’ come la conosciamo oggi, c’era la consapevolezza di essere tra i primi paesi al mondo per innovazione e ricerca. Questo benessere intellettuale e tecnologico non era percepito solo dal mondo accademico, ma anche e soprattutto dalla società civile. Personaggi come Mattei, Giulio Natta, Ippolito erano all’apice dello scacchiere internazionale, come anche gli investimenti economici. Oggi in Italia, il basso livello di risorse pubbliche destinate alla ricerca e sviluppo si accompagna all’insufficienza di strumenti e di finanziamenti basati sui progetti. (fonte Dsu-Cnr).

Nel 2017, ultimo anno per cui sono disponibili dati ufficiali, l’Italia ha contribuito per 12 miliardi di euro al budget dell’Unione, ricevendo in cambio 9,79 miliardi, circa la metà dei quali in sussidi all’agricoltura e altri destinati soprattutto a progetti per lo sviluppo locale. L’Italia è il quarto paese fra quelli che in gergo si chiamano ‘contributori netti’. In parole povere si garantiscono al budget dell’UE più soldi di quanti se ne ricevono. Il saldo è negativo per 2,3 miliardi (fonte: Europarlamento). Se ci fosse una ‘sovranizzazione scientifica’, quanto di quel budget sarebbe riversato nelle casse degli enti di ricerca?

Dall’altra parte della barricata, bisogna tener presente che l’Italia è il terzo paese per richiesta di finanziamenti Horizon 2020. Rappresenta il principale strumento finanziario volto a rafforzare lo Spazio Europeo della Ricerca. Il modello Horizon concepito come un motore in grado di guidare lo sviluppo economico ha il fine di creare nuovi posti di lavoro. Da non scordare la libera circolazione di uomini e idee nelle accademie, istituti internazionali; che per quanto posti sotto egide nazionali hanno sempre uno sguardo cosmopolita. 

In occasione di un discorso a Parigi, nel 1950, l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman espose la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni. La sua ambizione era creare un’istituzione globale che avrebbe messo in comune e gestito la produzione del carbone e dell’acciaio. Sviluppo scientifico e sviluppo industriale finirono per intrecciarsi, soprattutto nel caso dell’industria meccanica (automobilistica e aeronautica in primis), che si avvantaggiò delle innovazioni scientifiche. Purtroppo quel sentimento e quelle idee sono scemate col tempo. Sia a livello nazionale che Europeo si è andato sempre più affievolendo il dibattito scientifico.

É dirimente capire come deve evolversi il Paese o l’intero sistema europeo. La priorità è ripianare quel gap scientifico-tecnologico nei confronti dei paesi non più emergenti ma ampiamente sviluppati. Un fatto è sotto gli occhi di tutti, siamo in forte decrescita in innovazione e gli investimenti parlano il ‘mandarino’ o il ‘coreano’, ma non l’’europeo’.

http://www.dsu.cnr.it/relazione_ricerca_innovazione/volume/Relazione_sulla_ricerca_e_innovazione_in_Italia_webformat.pdf). http://www.europarl.europa.eu/external/html/budgetataglance/default_it.html#italy

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