Tac, Moc e Rx: l’Imaging in Mostra

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Daria Kirpach/Salzman International

La mostra Wellcome Imagine Awards apre le porte alle immagini stilizzate della natura

di Elio Nello Meucci

Avete mai pensato all’imaging come un nuovo modo di comunicare la scienza? Quando la scienza esce dai laboratori e diventa immaginazione, anche una placenta arcobaleno in tre dimensioni può diventare oggetto di comunicazione. Una TAC, una radiografia o semplicemente una foto di una placenta, possono diventare una nuova forma di comunicazione.  

Wellcome Image Awards, mostra itinerante delle migliori elaborazioni di immagini della natura, va in questa direzione. Attraverso le nuove tecniche di imaging e fotografia digitale, verrà premiata la migliore idea evocativa. La mostra aprirà le porte il 16 marzo 2017 e toccherà le più importanti città del Regno Unito. Immergersi nel mondo della scienza attraverso alcune immagini apparentemente semplici, può aiutare il pubblico ad avvicinarsi a una realtà spesso percepita ‘distante’. Ovviamente ci sono limiti oggettivi dovuti alla complessità dei processi che si rappresentano.

Lo spiega in un’intervista Leonardo Cannavò; ordinario di Sociologia della Ricerca e dell’innovazione alla Sapienza, università di Roma

Spesso arte e scienza si sono incrociate, come spiega questo interesse da parte della società per le mostre di scienza?

É dovuto al desiderio del pubblico di capire di più e meglio le innovazioni scientifico-tecnologiche che si presentano nella vita quotidiana e di controllare, mediante una maggior conoscenza, fenomeni importanti, come nel campo medico. Il piacere del pubblico nel vedere belle immagini di scienza, contribuisce alla conoscenza di contenuti tecnici altrimenti chiusi in laboratori.

Quindi la scienza può servirsi di forme visuali come l’imaging (TAC, radiografie, ecc.), declinate in chiave artistica, per comunicare la scienza?

L’imaging elaborata al computer, non comunica direttamente la scienza, certamente ne fornisce un’immagine stilizzata utile alla comprensione. Veicola un’idea di scienza, ne suscita o rinforza l’interesse, ma ovviamente non riesce a restituire un intero processo tecnico-metodologico più complesso.

Che differenza c’è tra una mostra di successo come Body Worlds (mostra sui cadaveri plastinati) e Wellcome Image Awards? Entrambe comunicano scienza, ma esprimono emozioni diverse.

Mi sembra che, a parte le discussioni critiche che ha sollevato Gunther von Hagens, anatomopatologo tedesco, abbia rappresentato una novità nella rappresentazione e divulgazione emotiva di contenuti scientifici. Viceversa, l’uso della fotografia, per quanto raffinato cromaticamente, mi sembra in linea con la normale evoluzione della tecnologia. Però Wellcome Image Awards restituisce la possibilità di ‘possedere’ l’immagine e ci rende partecipi di un processo scientifico-tecnologico proprio di una società che va in questa direzione.

Largo alle idee artistiche. Rappresentare l’infinitesimamente piccolo in immagini fruibili a tutti aiuterà la comprensione della scienza con un tocco di leggerezza.

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