Trovate forme di vita a una profondità mai vista

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In un pozzo realizzato a scopi di ricerca nell’ambito del progetto cinese Continental Scientific Drilling (CCSD), pozzo che risulta essere tra più profondi al mondo su terraferma, sono stati scoperti microbi a una profondità di circa 5 chilometri dalla superficie terrestre. Si tratta della maggiore profondità a cui siano mai state trovate forme di vita, in un ambiente che si pensava incompatibile con la vita stessa.. Finora la maggiore profondità a cui erano stati trovati organismi viventi erano i 3,6 chilometri di una miniera d’oro del Sud Africa, dove erano stati rinvenuti minuscoli vermi nematodi. Ora, dunque, il gruppo guidato da Hailiang Dong, dell’Università cinese di Geoscienze, e Li Huang dell’Accademia cinese delle scienze, ha scoperto cellule batteriche a profondità maggiori.
E ora la sfida. A -4,85 km, infatti, in un pozzo profondo 5,1 chilometri scavato nella Cina orientale, i ricercatori hanno anche recuperato il DNA di quelle cellule e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista Geobiology.
Dimostrare che le cellule sono vive sarà una sfida: sappiamo infatti, da studi precedenti, che spesso i microbi che vivono in profondità sotto la superficie operano su una scala temporale così lenta da mostrare pochissimi dei “segnali” tipici della vita, come il movimento o la riproduzione.. Ma ci sono diverse ragioni per credere che quelli appena trovati siano realmente vivi. Secondo gli scienziati è addirittura possibile che quei microbi formino una vera e propria comunità vivente. A questo punto, stando ai ricercatori, è possibile che altri microbi possano essere trovati a profondità maggiori in altre parti del mondo.
Oltre il limite. Trovare vita ancora più in profondità nel medesimo pozzo sembra impossibile a causa delle temperature elevate che già si trovano a 5 chilometri di profondità: lì sotto, infatti, sono state registrate temperature di 137 °C, ben superiori – secondo la maggiore parte dei biologi – ai 122 °C oltre i quali nessun organismo conosciuto sembra poter vivere. Secondo i calcoli di Dong e Huang, comunque, la vita potrebbe esistere fino a 150 °C, ipotesi compatibile con la possibilità che i batteri vivano “senza problemi” a 137 °C.
Extraterrestri. uttavia secondo Barbara Sherwood Lollar dell’Università di Toronto (Canada), la temperatura potrebbe non essere l’unico parametro da prendere in considerazione per porre un limite alla vita sotterranea. «Penso che i limiti siano in realtà dovuti a una complessa interazione tra una varietà di parametri diversi, tra cui la temperatura, la pressione e la natura fisica delle rocce, la loro porosità e l’acqua che penetra nel sistema». La scoperta della vita a tale profondità ha implicazioni anche per la ricerca della vita extraterrestre: «In astrobiologia definiamo l’abitabilità come un ambiente che può supportare la crescita di almeno un organismo conosciuto», afferma Sean McMahon della University of Edinburgh, Regno Unito. «Se scopriamo un nuovo organismo che vive ad una temperatura più alta, la nostra definizione di abitabilità cambierà immediatamente per adattarsi a quel nuovo limite». .