Un arcobaleno sul Pianeta Rosso! Possibile?

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Mentre il rover Perseverance, giunto sul suolo marziano lo scorso 18 febbraio, inizia a inviare i primi dati sul meteo del Pianeta Rosso e mentre il drone elicottero Ingenuity è ormai pronto per il primo storico decollo, sui social network impazzano le foto scattate dal rover della Nasa e che mostrerebbero un arcobaleno su Marte!
La foto nel cratere. Il fenomeno sarebbe stato catturato presso il Cratere Jezero, attualmente immortalato in tutte le direzioni dalle fotocamere del rover Perseverance. Peccato però che quell’arco multicolore non sia un “vero” arcobaleno naturale, ma l’effetto di qualcos’altro…
Perché non è un arcobaleno? Il motivo è semplice: perché si formi un arcobaleno è necessaria la presenza di goccioline d’acqua nell’aria e del sole all’orizzonte. Quando entrambe queste condizioni sono soddisfatte, osservando nella direzione opposta al sole si potrà notare un bell’arco colorato. E si è fortunati se ne possono vedere anche due… È quello che a volte accade sulla Terra dopo un temporale. Ma su Marte le goccioline di acqua non si formano: fa troppo freddo e, al più, si creano piccolissimi cristalli di ghiaccio.. E se non è un arcobaleno, che cosa ha colto Perseverance? Alcuni hanno suggerito che il fenomeno della rifrazione della luce sia stato prodotto da minuscoli granelli di polvere che produrrebbero lo stesso effetto. Ma non è neppure questa la spiegazione, che è invece più tecnica e non ha nulla di naturale: quasi certamente si tratta di un banale riflesso della lente della macchina fotografica che ha ripreso le immagini.
In realtà nel momento dello scatto, la macchina fotografica puntava a sud, in direzione del sole, e la luce ha prodotto quell’artefatto attraversando la lente della fotocamera, come può succedere anche sulla Terra.
Com’è il tempo lassù?  Ma vedremo mai arcobaleni su altri pianeti? È un’eventualità difficile da realizzarsi, ma non impossibile: su Venere, per esempio, qualcosa di simile a un arcobaleno si può formare a causa della presenza di goccioline di acido solforico presente nella sua atmosfera. Anche su Titano, la più grande luna di Saturno dove piove metano, è possibile che possano formarsi arcobaleni.. Arcobaleno a parte, si diceva dall’attività di Perseverance: nelle ultime ore ha messo in attività la stazione meteorologica posta su un braccio del rover. Non appena iniziato il rilevamento, la temperatura segnata era di – 20° C che nell’arco di una mezzora è scesa a -25 °C. La pressione rilevata invece, era di 718 Pascal (sulla Terra la pressione media è di 101.325 Pa!). Infine la visibilità risulta migliore rispetto all’area del cratere Gale, dove lavora il “fratello maggiore” di Perseverance, Curiosity.
Infine, tutto è pronto per il battesimo del volo di Ingenuity: il piccolo elicottero marziano ha ormai superato il freddo della notte marziana per più di una volta e ne è sempre uscito indenne. Ingenuity è pronto a far ruotare le sue pale al ritmo di 2.400 volte al minuto per alzarsi in volo. La NASA ha confermato che il drone è efficiente al 100 per cento e se tutto andrà bene si alzerà dal suolo marziano nella notte tra l’11 e il 12 aprile. Sarà un volo breve, di prova, cui seguiranno voli a più ampio raggio fino ad una quota di 30 metri e forse oltre..