VACCINI SI’, VACCINI NO. LE FAMIGLIE SI INTERROGANO

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Di Demetrio Cosola (1851–1895)

La riapertura delle scuole è vicina e anche quest’anno le famiglie devono adempiere all’obbligo vaccinale. E per alcune malattie, come il morbillo, la situazione in Italia, e nel resto dell’Europa, è ancora preoccupante

di Erika Salvatori

Le vacanze sono agli sgoccioli e tra pochi giorni riaprono le scuole. Oltre agli acquisti dell’ultimo minuto e alla ricerca del diario e dell’astuccio più belli, le famiglie devono fare anche i conti con l’obbligo vaccinale. Introdotto dal decreto Lorenzin nel 2017, la legge ha sollevato molte polemiche tra la società civile. Ma La legge ha già dato i primi frutti ed è stata accolta con favore dalla maggior parte della comunità scientifica. È una misura necessaria per arginare il preoccupante calo delle coperture vaccinali registrato negli ultimi anni. E infatti, nel 2018 la percentuale di vaccinati è tornata a crescere. Solo per alcune malattie come il morbillo non è stata ancora raggiunta la soglia di sicurezza fissata al 95%. E non siamo soli: i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) mostrano che nei Paesi europei, che avevano eliminato il morbillo, il virus è tornato a circolare.

Tra i 10 vaccini obbligatori quello per il morbillo è stato da sempre uno dei più contestati. Forse a causa della bufala che lo associava all’autismo. La realtà? Cattiva informazione. Il morbillo è un’infezione molto contagiosa, causata da un virus del genere morbillivirus della famiglia dei Paramixoviridae. Benché nella maggior parte dei casi guarisca senza complicazioni, è comunque responsabile di un numero elevato di morti. Le cifre sono importanti: tra i 30 e i 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le vittime, principalmente pazienti già debilitati, contraggono encefaliti e polmoniti.

In Italia, dopo il punto più basso toccato nel 2015, la copertura vaccinale è tornata a salire. Nel 2018, complice anche il decreto Lorenzin, si è raggiunto in media il 93,22% di vaccinati nelle regioni. Un buon risultato, ma si può (e si deve) migliorare ancora. La soglia di sicurezza per il raggiungimento dell’immunità di gregge, infatti, è stata fissata dall’Oms: 95%. Al di sotto di questa percentuale il virus può ancora circolare e possono verificarsi epidemie. Anche nel resto dell’Europa, la situazione non è rosea.

Il numero di casi di morbillo nei primi 6 mesi del 2019 è stato di 90.000. Il doppio di quello riportato nello stesso periodo dell’anno precedente. Quest’anno è stato anche segnato dalla ricomparsa del morbillo in 4 paesi che lo avevano completamente eliminato: Regno Unito, Repubblica Ceca, Grecia e Albania. Un passo indietro, dunque, che secondo l’Oms è stato in parte determinato dalla diffusione di fake news tramite i social media.

Nel frattempo siamo arrivati a Settembre. Data ultima per molte famiglie che dovranno dimostrare di essere in regola col calendario vaccinale. Pena l’accesso a nidi, materne e scuola dell’obbligo. Ma neanche il decreto Lorenzin è riuscito a scalfire le convinzioni dei più ostinati no-vax e già le stime dicono che almeno il 10% degli alunni non sarà in regola. Si preannuncia quindi un ritorno a scuola piuttosto burrascoso. La speranza è che i dati del 2019 confermino e rafforzino l’andamento tutto sommato positivo dell’anno precedente. L’obiettivo è quello di debellare anche il morbillo per mezzo della vaccinazione profilattica.

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_tavole_20_allegati_iitemAllegati_0_fileAllegati_itemFile_7_file.pdf

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